Francobolli diciottenni

  Nel programma di emissioni italiane per il 2006 sono stati previsti due “francobolli per i diciottenni”, maschi e femmine, che non saranno posti in vendita ma, da quanto annuncia Poste Italiane SpA, saranno distribuiti gratuitamente ai cittadini italiani, anche residenti all’estero, che raggiungono la maggior età nel corso dell’anno. I quali per averlo (uno solo dei due, naturalmente) “entro e non oltre i due mesi successivi al compimento del 18° anno di età” ne devono fare richiesta scritta, corredata di vari dati, alcune fotocopie e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, da inviare per raccomandata o consegnare personalmente, contro ricevuta, alla Filiale della provincia di residenza. Tutti gli altri, collezionisti e non, dovranno accontentarsi degli esemplari “preannullati” in vendita alle poste dal 1° gennaio scorso.

L’intento dell’emissione non è di fare un omaggio ai neomaggiorenni nè tanto meno “di sensibilizzare i medesimi al collezionismo filatelico” (come pare sia scritto nel decreto d’emissione), ma semplicemente di smuovere il mercato filatelico, costringendo i collezionisti alla ricerca di un francobollo “introvabile” anche se con tiratura più che sufficiente.

Tale problema in realtà non esiste. Perchè i due francobolli-tipo da inserire in collezione sono già stati regolarmente emessi il 2 gennaio. Questi infatti non sono dei “preannullati” ma normalissimi francobolli. Infatti i “preannullati”, o “preobliterati”, sono sempre stati dei francobolli particolari, usabili solo dagli ufficiali postali o da particolari categorie di utenti ma a speciali condizioni, e non devono essere più annullati una volta applicati su una corrispondenza.

 Da quando fecero la loro comparsa per la prima volta, proprio a Roma nel 1852, il loro scopo era di facilitare il lavoro postale, evitando di dover bollare i francobolli sulle singole corrispondenze. Il Regolamento del 19 dicembre 1851 sull’uso dei primi francobolli dello Stato Pontificio stabiliva infatti che, “per tutelare gli introiti dell’Amministrazione postale”, tutte le corrispondenze non affrancate dirette nel circondario e circolanti fra Distribuzioni di seconda classe dovessero recare “a tergo” i francobolli equivalenti alla tassa dovuta dal destinatari. E a causa del notevole numero di tali lettere, per comodità l’ufficio postale di Roma fornì agli addetti alla tassazione fogli di francobolli già annullati, da usare come segnatasse.

Dalla fine dell‘800 i preannullati emessi da Belgio, Canada, Lussemburgo, Stati Uniti e altre nazioni servono invece a evitare il lavoro di bollatura delle migliaia di listini, cataloghi e stampati spediti da ditte, editori, commercianti e in seguito anche da enti e amministrazioni. Possono infatti farne uso solo queste particolari categorie di utenti, per di più con la limitazione che gli oggetti così affrancati devono consegnarsi direttamente all’ufficio postale in grandi quantitativi di pezzi tutti uguali (almeno 1.000): se messi in buca sono considerati come non affrancati. Concedendone l’uso ai privati non vi sarebbe infatti possibilità di controllo, potendo essere utilizzati più volte (a meno di non riannullarli, ma allora perchè sarebbero preannullati?) e potendosi impiegare al loro posto anche normali francobolli già usati.

I francobolli per i diciottenni emessi il 2 gennaio non hanno alcuna di queste caratteristiche: solo una strana dicitura in basso, scopiazzata dai preannullati francesi, ufficialmente definita “una pre-obliterazione con la scritta Poste italiane”, che però non ha alcuna reale funzione e va considerata soltanto parte del disegno.

I francobolli che da fine febbraio saranno distribuiti ai neomaggiorenni — in una versione mancante dell’incongrua dicitura, con il valore spostato in basso e in foglietti di un solo esemplare — non possono invece essere considerati dei veri francobolli, visto che non sono posti in vendita in modo regolare, ovvero come intende e richiede il termine stesso di “emissione”. Nè modifica tale considerazione il fatto che siano utilizzabili per posta: anche i ritagli ricavati dai bollettini illustrativi pubblicati dalle poste dal 1954 al 1988 si potevano usare per posta senza problemi, ma nessuno li ha mai definiti nè catalogati come francobolli.

In pratica i due nuovi “oggetti filatelici” per diciottenni possono – come indicato da Cronaca filatelica – essere equiparati ai foglietti di lusso francesi e monegaschi, destinati alle autorità e a pochi intimi, i quali sono anch’essi dentellati, validi per posta e hanno i loro estimatori (soprattutto i collezionisti tematici) ma non fanno impazzire i collezionisti d’oltralpe, che anzi ne fanno tranquillamente a meno. Tanto che non figurano neppure sulla maggior parte dei cataloghi.

Senza contare che, come insegna la stessa storia della filatelia, le rarità “costruite” non hanno mai avuto successo: passata la richiesta iniziale sono finite nel dimenticatoio e i prezzi raggiunti, anche se rimasti intatti nei cataloghi, sono stati decimati dal mercato.
[24 gennaio 2006]

::


 © Accademia Italiana di Filatelia e Storia Postale C.F. CLFCMN52E26H199B- info@storiediposta.it
Hosting by Medianet - Sito non Commerciale