Accademia lunga un sogno

L’Accademia Italiana di Studi Filatelici e Numismatici venne fondata a Reggio Emilia nel 1975 su impulso del Dopolavoro nazionale P.T. e del Circolo filatelico e numismatico reggiano. L’intento era quello di aggregare cultori distintisi in attività di studio, già insigniti del premio Oscar della filatelia e Oscar della numismatica.

Unire in accademia filatelici e numismatici rimane un unicum mondiale e per la diversa tradizione negli studi (molto più antica tra i secondi) in quel consesso a noi filatelici toccava un po’ il ruolo dei fratelli minori.

Ci sarebbero storie simpatiche da raccontare. Tra queste lo stupore dell’indimenticabile Franco Panvini Rosati (ordinario di numismatica a la Sapienza di Roma) il giorno in cui, interrogandoci, scoprì tra i consiglieri di classe filatelica ben due professori universitari, lui così portato per formazione (era stato funzionario di soprintendenza) a diffidare dei collezionisti viventi in quanto tali; e la sua meraviglia salì alle stelle sentendoci parlare di storia postale (lemma che volle far suo).

Ripensandoci adesso fu proprio il confronto coi numismatici — la scoperta di uno stile più raffinato — a dar la squilla ai filatelici che iniziavano a rigenerarsi alle fonti della storia postale.


La Posta - Medaglia di Emilio Greco per Italia 76 Centrale il ruolo del presidente Mario Gallenga, lungimirante nel momento in cui volle in Accademia anche membri non collezionisti (rompendo con la tradizione filatelica della separatezza).

L’esigenza di aprirsi al mondo della ricerca diventerà una costante dell’Accademia.
L’organizzazione di colloqui ed incontri pubblici, la pubblicazione di un volume annuale di atti e memorie, le consulenze, gli incontri conviviali, sono state le principali attività sociali cui si sommano le realizzazioni di singoli membri.

Risalgono a quegli anni volumi che sono pietre miliari del nostro sapere. Dai cinque tomi di Mario Gallenga sui bolli dello Stato della Chiesa redatti con criteri storiografici innovativi, ai lavori di Beniamino Cadioli e Aldo Cecchi sulla posta militare, dai libri di Umberto Del Bianco sulle vie di mare a quelli di Vittorio Mioni, Clemente Fedele e Bruno Monzani sulla storia locale e ducale. Per parte loro Franco Filanci (autore con Enrico Angellieri di un manuale di storia postale adottato nelle scuole di formazione dell’Amministrazione P.T.), Pietro Damilano, Giuseppe Gaggero, Andrea Malvestio, Carlo Cerutti, tenevano alto il vessillo sabaudo. Senza peraltro dimenticare il ruolo dei romani Enzo Diena e Luigi Raybaudi Massilia, testimoni entrambi di un’idea di filatelia ad alto contenuto culturale.

In quel clima fervoroso, tra accademici, prese corpo l’idea di una struttura scientifica più snella, mirata alla storia postale e a Prato (1982) per opera di Aldo Cecchi (straordinaria figura di mecenate-fondatore), Beniamino Cadioli e Clemente Fedele (in seguito si aggiungeranno altri accademici) nasceva il benemerito Istituto di studi storici postali.

A Ravenna presso la Scuola diretta a fini speciali per Archivisti dell’Università di Bologna — poi Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali — Giorgio Tabarroni accademico numismatico (ma anche cultore di filatelia) e professore ordinario a Lettere fu pioniere a un insegnamento universitario di storia postale. A quell’attività didattica (dal 1989 al 1999) collaborarono gli accademici Clemente Fedele e Nello Bagni.

Nel 1988 quest’ultimo aveva organizzato a Bologna una tavola rotonda sul tema della sistematizzazione del sapere intitolata La storia postale importante componente negli studi storici. Giornata delle più memorabili, alla presenza del rettore Fabio Roversi Monaco e di Gina Fasoli in veste di madrina.

Col passare degli anni però le attività accademiche risentirono del logorio. Gli avvicendamenti al vertice degli enti sostenitori ridussero i nostri punti di riferimento e benché a classi già formalmente distinte (Accademia di filatelia e Accademia di numismatica) si rafforzò l’istanza autonomista. Serenamente nel 1995, a maggioranza, fu deciso di sospendere l’attività comune.

Subito gli accademici filatelici (salvo tre) si mossero rifondando l’Accademia Italiana di Filatelia e Storia Postale (e gli amici numismatici faranno la stessa cosa con l’Accademia Italiana di Studi Numismatici).

In formule leggermente mutate le storie di quella prima Accademia continuano.
(C.F.)


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